Sindrome della capanna: colpisce chi non vuole uscire dalla quarantena

Chi ha avuto modo di vivere bene la quarantena, malgrado le preoccupazioni per la pandemia da Coronavirus, non è molto propenso ad uscire


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La pandemia ha stravolta la vita degli uomini, costringendoli per lungo tempo in casa per rispettare la quarantena, determinando diversi impatti negativi sull’emotività, come testimonia la sindrome della capanna. Si tratta di una condizione sperimentata da chi non vuole più uscire dalla quarantena da Coronavirus.

Questa casistica ha interessato non poche persone che si sono ritrovate smarrite e spaventate. Per loro ritornare alla normalità non è semplice perché vedono nella loro casa un rifugio sicuro. Una condizione che gli esperti segnalano come del tutto normale.

Infatti la sindrome della capanna è una sensazione che fa sentire spaventati dalla prospettiva di un ritorno alla vita normale di prima. Dopo più di due mesi di restrizioni che hanno obbligato a restare in casa in quarantena, la possibilità di uscire per recuperare la normalità fa paura.

Ci si è abituati a non vedere nessuno, al di fuori della cerchia familiare, a stare tranquilli in casa che il solo pensiero di poterci rinunciare causa perplessità. A questo atteggiamento si contrappone quello di tante altre persone, che non vedono l’ora di arrivare alla piena normalità ed alla totale libertà.

La sindrome della capanna

Chi non vuole più uscire dalla quarantena risentendo della sindrome della capanna non deve temere di essere anormale. Dal momento che si tratta di una reazione del tutto abituale, dopo un grande stravolgimento della vita.

La sindrome della capanna ha colpito diverse persone che con l’inizio della Fase 2 non hanno dimostrato entusiasmo e voglia di uscire dalla quarantena. In particolare, se si è vissuto il periodo di isolamento domestico non come una prigionia. Basti pensare a quelli che approfittando del lockdown hanno passato più tempo con la propria famiglia. Altri invece hanno riscoperto delle vecchie passioni.

Chi ha avuto modo di vivere bene la quarantena, malgrado le preoccupazioni per la pandemia da Coronavirus, non è molto propenso ad uscire. Il doversi sradicare dalla dimensione di serenità domestica genera un caos emotivo, scandito da paura e da insicurezza.

Così la sindrome della capanna segnala la riconquista della centralità della casa. Che è tornata ad essere nell’immaginario comune il proprio rifugio fisico ed emotivo. Anche se si parla di sindrome non si deve temere un disturbo serio, basta che non si vive con ossessività la condizione.

Inoltre si tratta di una dimensione temporanea, dalla quale si può tornare indietro. Con il passare del tempo in modo graduale si può ricominciare ad uscire di casa. Per riaffacciarsi alla routine del prima Coronavirus.

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