Scrivere a mano sostiene memoria e apprendimento


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Tra i risvolti negativi delle innovazioni tecnologiche, che hanno fatto progredire il mondo digitale, si sta perdendo l’abitudine di scrivere a mano.

Ormai carta e penna sono quasi cadute nell’oblio. A questi oggetti di uso pratico si sono sostituiti dispositivi su cui scrivere dotati di tastiere o tecnologia touch screen. Eppure chi ama scrivere può testimoniare che si tratta di un’attività associata a diversi benefici.

Perché con questo gesto si attivano delle aree del cervello più vaste di quelle che di solito si coinvolgono con la scrittura digitale. In pratica, il prendere appunti richiede di eseguire dei gesti complessi che solo con l’allenamento diventano istintivi.

Da quanto rivelato da vari studi su tale argomento è emerso che chi mette su carta le parole riesce ad esprimere più idee e concetti. Inoltre quest’abitudine stimola l’apprendimento e la comprensione.

Chi scrive infatti attiva un circuito neurale che porta a recepire il gesto necessario a schizzare un segno. È proprio quest’attivazione a livello cerebrale a sollecitare i percorsi di apprendimento.

Nel caso dei bambini, la scrittura a mano libera attiva le stesse aree del cervello che di solito si stimolano negli adulti impegnati nella lettura o nella scrittura. In più i bambini attraverso la scrittura dimostrano la capacità di comporre più parole in poco tempo.

Allo stesso modo, sono in grado esprimere più idee e pensieri. Mentre il dato relativo alla bella grafia è legato alla memoria. Dal momento che si attivano le stesse aree del cervello coinvolte durante la memorizzazione.

Scrivere a mano: studio di Pam Mueller e Daniel Oppenheimer

Come conferma di queste tesi si segnala lo studio svolto dagli psicologi Pam Mueller e Daniel Oppenheimer, rispettivamente dell’Università di Princeton e di quella della California a Los Angeles.

I quali hanno esaminato il rapporto tra tecnologia e scrittura. Così è emerso che prendere appunti a mano, invece di usare il laptop oppure il tablet, potrebbe aiutare ad apprendere i concetti e le nozioni.

Secondo i due studiosi la scrittura a mano libera è utile durante la scuola perché rallenta gli studenti. Ossia quando si stende un testo scrivendo a mano si fissano di più nella memoria i concetti. Una potenzialità che manca alla scrittura virtuale.

Con questa modalità infatti si possono prendere più appunti ma viene meno la qualità. Se invece si scrivono le parole su un foglio si spinge il cervello a selezionare le parole ascoltate.

Come conseguenza si immagazzinano le nozioni più importanti che aiutano l’apprendimento. Visto che si è compiuta già un’iniziale elaborazione. Quindi il semplice atto fisico di mettere su carta le parole ha degli impatti positivi sulla memoria e sull’apprendimento.

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