Cibi scaduti: le scadenze su cui si può passare sopra

Mentre per gli alimenti freschi è obbligatorio riportare la data esatta di scadenza.


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La data di scadenza dei cibi, in alcuni casi può essere rispettata con minore rigore e quindi si possono consumare alcuni cibi scaduti, anche trasgredendo tale indicazione.

Molto spesso si può chiudere un occhio e consumare alcuni alimenti anche dopo la loro data di scadenza, che è un semplice avvertimento e non una prescrizione rigida.

Così si evitano sprechi alimentari e si risparmiano soldi, due buone ragioni per essere parsimoniosi dinanzi a questioni di tipo alimentare. Per legge deve essere riportata la data di scadenza sulla maggior parte dei prodotti alimentari che si trovano in vendita. Ma se si presta attenzione a tale indicazione si noteranno due differenze nelle diciture.

Su alcuni prodotti compare la scritta “da consumarsi entro il” su altri invece “da consumarsi preferibilmente il”. In quest’ultimo caso si segnala il Tmc: il termine minimo di conservazione, un’etichetta che accompagna soprattutto i cibi secchi e quelli in scatola.

Mentre per gli alimenti freschi è obbligatorio riportare la data esatta di scadenza. Ma nella pratica si può fare appello al buon senso, tenendo conto che si ha un più largo margine di tempo per consumare il cibo.

È importante però esaminare le condizioni dei prodotti prima di consumarli. È bene fare affidamento sulla vista e sul proprio olfatto. Spesso favoriscono il degrado precoce delle pietanze scadute la loro stessa conservazione.

Alcune precisazioni sul consumo di cibi scaduti

Comunque se anche scaduti, i cibi mantengono un aspetto normale ed un odore gradevole allora si possono consumare. Per quanto riguarda le categorie di alimenti più comuni si può passare sopra la data di scadenza di alcuni cibi freschi.

Ad esempio nel caso dello yogurt può essere consumato entro massimo una settimana dalla data di scadenza. Invece i formaggi a pasta molle (ricotta, stracchino, mozzarella) resistono circa 3 giorni dopo la scadenza. Anche per le uova si può chiudere un occhio, in media hanno una scadenza di 28 giorni. Se si conservano però in frigorifero si prolunga la conservazione di qualche settimana.

Per quanto riguarda il consumo dopo la scadenza dei cibi a lunga conservazione, ad esempio pasta e riso, bisogna affidarsi ai propri sensi per valutarne le condizioni di conservazioni. Se nelle confezioni sono presenti insetti o le tipiche farfalline è meglio non rischiare. In genere i cibi a lunga conservazione sono commestibili anche dopo 3 mesi dalla data di scadenza.

Discorso a parte lo meritano i cosiddetti alimenti eterni, privi di scadenza, quali: sale, zucchero, aceto, miele. Si sono meritati il nome di alimenti eterni dal momento che non sono esposti a deterioramento nel tempo.

LEGGI ANCHE :  Il cibo biologico e i segreti per ricnoscerlo


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