Chi non ama uscire di casa è più intelligente


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Secondo i dati di uno studio, dietro ad un comportamento abituale come quello di chi non ama uscire di casa si nasconde una maggiore intelligenza.

In particolare, questo stile di vita votato alla “poltroneria” è tipo delle persone che hanno superato gli anta. Quindi sono soprattutto i meno giovani a preferire di passare il loro tempo libero a casa sul divano, guardando qualche serie tv o sul pc.

Altri invece si dedicano alla lettura, a qualche hobby fai da te o passano il tempo a cucinare dolci o nuove ricette.

Non sono pochi i soggetti, uomini e donne, che hanno superato gli anta, ad amare la tranquillità della vita domestica. Quindi, chi non ama uscire di casa si prende cura di sé, restando in casa dove trova qualcosa da fare non rinunciando al comfort.

Così dopo un’intensa settimana di lavoro preferiscono concedersi un meritato relax durante il week end restando in casa. Chi trascorre molto tempo fuori di casa per questioni legate al lavoro oppure ad altri impegni può sentire questo tipo di esigenza.

Ma quello che potrebbe apparire un comportamento da pigri o da vecchi, invece nasconde un altro significato. Infatti, si tratta di un indizio di grande intelligenza.

Come conferma la ricerca condotta da alcuni scienziati che hanno eseguito un sondaggio sulla salute mentale e sulla soddisfazione personale di un target di soggetti. Si è analizzato un campione composto da ragazzi britannici di età compresa tra i 18 ed i 24 anni.

Chi non ama uscire di casa mostra delle preferenze innaturali

Tra gli autori dello studio ci sono il professor Norman P. Li dell’università di Singapore ed il dottor Satoshi Kanazawa della London School of Economics.

Nel corso della loro indagine sociale, il team di scienziati è arrivato ad evidenziare in tali soggetti pantofolai un livello di intelligenza più alto. In seguito, si sono resi noti di risultati dello studio con la sua pubblicazione sulla rivista Inverse.

Dunque chi preferisce non uscire da casa, per godersi la quiete domestica, non ha bisogno del contatto con gli altri per essere soddisfatto e felice. Si tratta comunque di un comportamento contro natura visto che la stessa evoluzione ci ha spinto a vivere in branco.

In conclusione, gli autori dello studio sostengono che i soggetti molto intelligenti tendono a sviluppare delle preferenze innaturali.

Come nel caso dell’isolamento sociale volontario. Infatti l’uomo è un animale sociale sempre incline a ricercare la compagnia di altri uomini. Ma le persone più intelligenti non seguono questa predisposizione e preferiscono godere della loro solitudine.

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